C’è un  valido articolo sui sistemi motivazionali   qui

ad un passo si legge:

In Italia Liotti, seguendo la proposta di Gilbert (ma non trascurando quella di Lichtenberg), ha ipotizzato la presenza di alcuni sistemi motivazionali interpersonali (SMI) che attivano e regolano singoli e distinti aspetti dello scambio interumano:

  • gli SMI di attaccamento volto alla ricerca di cura e conforto in situazioni di pericolo o dolore;
  • gli SMI di accudimento, volti all’offerta di cura e conforto in situazioni di pericolo o dolore;
  • lo SMI agonistico per la definizione del rango sociale;
  • lo SMI sessuale per la regolazione dei comportamenti seduttivi implicati nella formazione della coppia;
  • lo SMI cooperativo (evoluzionisticamente più moderno e raffinato) per la cooperazione tra pari in vista di un obiettivo comune (Liotti, 1995).
    Per saperne di più: https://www.stateofmind.it/tag/sistemi-motivazionali/

 

 

Le emozioni nel sistema agonistico

Il sistema agonistico di competizione per il rango è finalizzato alla definizione dei ranghi di potere e di dominanza/sottomissione per regolare all’interno di un gruppo il diritto prioritario di accesso alle risorse. Una volta stabilita la gerarchia all’interno del gruppo, questa rimane presente ed attiva nel tempo, con il vantaggio biologico di eliminare la necessità di continue lotte che potrebbero sfiancare gli individui. La definizione dei ranghi avviene attraverso forme ritualizzate in cui l’aggressività non è primariamente finalizzata a ledere l’antagonista ma ad ottenere da quest’ultimo un segnale di resa.

Dagli ostacoli nel raggiungimento della meta perseguita dal sistema derivano le emozioni di: paura da giudizio, vergogna, umiliazione, tristezza da sconfitta e invidia.

Le emozioni associate alla disattivazione del sistema sono: collera da sfida, trionfo, orgoglio, disprezzo, superiorità.
Per saperne di più: https://www.stateofmind.it/tag/sistemi-motivazionali/

– L’animo devi mutare, non l’anno.L’esortazione di Seneca, invece, era: ‘Animum debes mutare non caelum’, tradotta letteralmente, L’animo devi mutare, non il cielo. Era il consiglio di Seneca ad un amico che credeva di liberarsi degli affanni viaggiando: non col cambiare luogo potrai riuscirvi, ma col mutarti in un altro uomo (Epistole a Lucilio).Il concetto era già stato annotato da Orazio: Caelum non animum mutant qui trans mare currunt, Il cielo non l’animo mutano quelli che corron di là dal mare (Epistole, a Bullazio).Di poco diversa era la concezione dei Greci: “Cambiare aria non fa diventare assennati, né toglie la stupidità” (Biante dei Sette Savi)

Francesco A. Panaro

Emozioni calde, emozioni antagoniste ed spazzini

La professoressa Daniela Lucangeli con la sua intelligenza e l’esposizione sulle sue teorie e pratiche dell’apprendimento è un pilastro della pedagogia italiana. Se gli insegnanti la seguissero nei suoi metodi nel giro di una decina di anni in Italia avremmo una nuova civiltà. Ho avuto l’occasione di seguire un suo intervento ed ho visto che tutta la passione è autentica e di una vitalità e acume non comune. Ad un’insegnante che si lamentava delle poche risorse dette una risposta non comune, quando si chiude la porta l’insegnante deve abbandonare le lamentele e guardare i bimbi che ha davanti a sé,  e darci sotto con il lavoro usando le proprie competenze e la propria umanità.

Una delle sue fisse è che s’impara bene se si provano emozioni buone, l’insegnante deve prendersi l’onere dell’errore,  essere la sua alleata nell’errore ed aiutarlo a sostituire alle emozioni brutte quelle buone antagoniste.

Allora se la paura blocca l’apprendimento perché nel passato dove la scuola era solo paura e intimidazione alunni imparavano lo stesso. Einstein stesso non sopportava quel tipo di pedagogia, insofferente a quel tipo di scuola  tanto da non voler frequentare il liceo tedesco . Ma questo non lo ha bloccato tanto da generare una teoria sulla nostra realtà sublime.

Certo al bravo veniva e viene riservato un diverso atteggiamento da parte dell’insegnate, ma non mi convince tanto.  Penso che ci siano spazzini che ci aiutino a togliere le emozioni negative.

Pensiamo ai radicali liberi , dato che non è possibile impedirne la formazione, il nostro organismo ha elaborato un proprio sistema di difese in grado di neutralizzare buona parte degli effetti negativi associati alla produzione di radicali liberi. esistono per esempio alcuni enzimi in grado di decomporre e sequestrare gli agenti ossidanti, attività “scavenger” (scova rifiuti)

Lo sportivo  ne produce tanti  tuttavia la pratica sportiva regolare induce un aumento delle difese endogene contro i radicali liberi.

Alcuni hanno DIFESE ENDOGENE già impostate, non hanno fatto nulla da soli, se le sono trovate come chi eredita soldi.

Rimangono le difese ESOGENE, come gli antiossidanti esogeni quelli che provengono dagli alimenti e ce li dobbiamo andare a cercare. Nell’era attuale le stesse aziende che ci vendono  cibo spazzatura dopo ci vendono integratori per smaltire le scorie.

 

Il valore della disobbedienza

DISOBBEDISCI E SALVERAI IL MONDO.

 

La disobbedienza fa scoprire il covid-19 e salva.

Chi per primo ha diagnosticato il virus l’ha fatto disobbedendo alle regole dello stato, forzando il protocollo.Alcuni dottori hanno dato farmaci che non dovevano salvando vite umane. Lo stesso Veneto che con Zaia hanno disobbedito alle regole dello stato sui tamponi facendoli anche ai non sintomatici e quindi sono usciti prima dall’emergenza.

Ora scopro che la dottoressa che ha disobbedito è stata premiata dallo stato.

Disobbedire salva vite e premia.

POCHI POSTI ALLA RIBALTA

Tutti abbiamo il potenziale per essere speciali, significativi su questa terra ma sul podio entrano poche persone, ecco allora si entra in gara. Qualcuno ricorre a stratagemmi, altri all’ inganno ma riflettiamo un attimo e volgiamo lo sguardo a chi è intelligente, brillante a scuola, siamo sicuri che è merito suo? Anche chi studia tanto è stato provvisto dalla biologia della tenacia. Intelligenza, tenacia, disciplina, forza di volontà sono doti naturali come la forza, l’altezza, gli occhi belli. Magari ci nasciamo tutti ma a molti il dolore inflitto dalle esperienze precoci le fa sparire e non ritrovare più. Sono pochi chi le ritrova e riesce a coltivarle.

Sassi sul fiume

C’è chi passa la vita a leggere senza mai riuscire ad andare al di là della lettura, restano appiccicati alla pagina, non percepiscono che le parole sono soltanto delle pietre messe di traverso nella corrente di una fiume, sono lì solo per farci arrivare all’altra sponda, quella che conta è l’altra sponda. (José Saramago)

 

Il mio fiume ha un alveo di piena larghissimo, i libri che leggo che dovrebbero aiutarmi a localizzare quei sassi sembrano allontanarmi più che avvicinarmi…arriverò  mai all’altra sponda?

Vorrei che la mia vita fosse come un fiume,  lì sai che per trovare la destra e la sinistra devi dare le spalle alla sorgente e guardare la foce e quindi hai una posizione da cui partire. Dopo trenta lunghi anni ho realizzato che nessun libro da me letto può darmi la ricetta ultima del senso della vita. Ognuno deve trovarsela da se. La presenza di un fiume è legata alla presenza di montagne come lo è quella di un bambino ad due genitori che con le loro attenzioni decreteranno se sarà felice o no.

Vorrei  essere un fiume che sa dove andare, vorrei essere come  un fiume consapevole  di non esistere e per questo non intralcia il suo flusso.

Vorrei essere un fiume ma ho paura di essere solo un ruscello, andrebbe bene anche un torrente veloce e di grande portata ma che lasci il segno.

Perchè abbiamo questa fissa di voler lasciare il segno, di essere famosi? Da dove deriva? E’ una maledizione di una società fondata sulla competizione. Non mi piace questa cosa ma ho paura che non mi piace solo perché non sono la prima, se fossi la prima ad arrivare penserei le stesse cose, aborrirei questo sistema? La democrazia nasce da chi sta in basso.

 

Su DIO

Molte sono le ragioni perché l’uomo lo ha inventato.

Se all’inizio della civiltà fu per placare quell’enorme bisogno di comprendere la vastità della natura e per darsi  un racconto che spiegasse cose troppo grandi da comprendere.

Poi è servito al potere per incutere paura e al povero per sopportare le angherie.

Ma all’uomo di oggi serve per scaricarsi la coscienza, la maggior parte del dolore oggi è sociale, deriva dall’uomo stesso su altri uomini, dare la colpa a Dio che ha fatto l’uomo così permette all’uomo stesso di auto assolversi.